giovedì, 27 novembre 2003,22:07

Una persona che conosco colleziona immagini di porte: per esempio non trovate magnifica questa?

 

 

 

 

 

 

 


author: melusinach
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lunedì, 24 novembre 2003,23:37

Ceree ve la ricordate? Che sapeva cucinare così male che quando accadeva i suoi familiari uscivano a cena (lei peraltro era contentissima di starsene finalmente un po' da sola). Che aveva tirato delle spine a 'tolo quando quest'ultimo le aveva chiesto di sposarla..
Ebbene, cosa faceva Ceree mentre 'tolo cercava Iorandui per farsi spiegare come fare a conquistarla?

Ebbene, Ceree se ne stava ad allenare il suo ranocchio preferito (che non era un principe, ne era sicurissima perchè l'aveva baciato più volte, senza risultato).
Lo stava allenando per i mondiali dei ranocchi, che si tengono una volta l'anno in Inghilterra, in un paese di cui ho scordato il nome (se vi viene in mente ditemelo). Gli allenamenti si tenevano ogni giorno, tra le 15.00 e le 17.00 del pomeriggio (in queste cose Ceree era molto precisa). Il suo ranocchio (per intanto senza nome, se no vi confondete) si stava allenando per vincere nelle gare del gioco del Silenzio. (siete stupiti? Mica lo mando a gareggiare cose facili, se no che gusto c'è?) Era difficilissimo, come saprete, perchè doveva riuscire a non gracidare per almeno un'ora e mezza di fila (il record era stato raggiunto da un ranocchio amalfitano ad un'ora e 29 minuti). Ok, per non perdere tempo: Ceree ogni giorno controllava la tenuta del record (c'erano effettivi miglioramenti, dai 16 minuti iniziali, il ranocchio stava raggiungendo i 38... ma, come immaginerete, ce ne voleva per andare alle Olimpiadi!).
E nel resto del tempo? Nel resto del tempo, quando non allenava il ranocchio, Ceree, raccontava (racconta) delle cose fra sè e sè:
Ascoltatela:

 

 

 

 

 

 

 


Non trovo il tempo, non lo vedo.
Mi ignora, mi depone, si scolla, si allunga ed io dietro senza fiato, con le scarpe sbagliate per correre, per immaginare, per dargli il suo compenso.
E' lontano in questa domenica che mi taglia in due come la nebbia, come il suo odore umido, di risposte, anche sbagliate, di pianura, di città.
Ma non è abbastanza, corre giù per le scale, lungo i muri grigi di fumo, percorre le curve di un'anima pellegrina, ferisce, separa, cura... lo aspetto, lo chiamo, il tempo di un saluto , di una stretta di mano... ma è già altrove
. (kairos)
Oppure:
A volte mi trovo ripetitiva. Sarà la scarsa memoria. (kairos)
O ancora
Vento e cielo mutevole; mi piace questa indecifrabile atmosfera, mi somiglia. Niente di definitivo da metabolizzare. Solo un primo pomeriggio lento. (kairos)

Non pensate che 'tolo abbia avuto tutte le ragioni di cercare di sposarla? Ma capite voi stessi che la questione è complicata. Come sistemare in una tranquilla vita coniugale una allenatrice di rane che parla da sola a tempo perso (ed anche durante il tempo non perso, a dire il vero?)
Un caso complicato per Iorandui, e se perdo tanto tempo a perder tempo, menando il can per l'aia, è proprio perchè Iorandui sta cercando una soluzione.
Ma la troverà, statene certi (e certe, per le signore che leggono)
(ringrazio Anyanka e Kairos per i contributi)



















author: melusinach
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domenica, 23 novembre 2003,18:52
Pian piano ritorno. sono stata altrove e mi sto ancora cercando. Lascio sommessa che le parole emergano. Guardo la pioggia fuori. È di nuovo tempo di cambiamento, lo sento arrivare, forse fra un mese, forse tra due anni. Di nuovo nell'attesa di capire. Come il destino mi tira verso di sè mentre me ne sto inconsapevole.
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mercoledì, 19 novembre 2003,07:15
 mi è necessario del silenzio... 
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domenica, 16 novembre 2003,20:47

Oggi riprendo la storia facendo un esperimento.. fatemi sapere
Iorandui 'tolo e la dama del ghiaccio
Concludendo la cena, a casa di Flatila, mi sono appisolata sul divano rosa del salotto.
Un divano di vellutino un po' smunto, che richiamava disegni preziosi.
"Eredità di famiglia" segnala Ciser (non eravate distratti, sì Ciser è un personaggio nuovo)
"Meno male che l'ho incontrato" vi dico!. È grazie a lui che molte delle mie ed anche vostre curiosità a proposito di Iorandui hanno cominciato a trovare risposta.
Ciser difatto è molto anziano, molto alto e molto robusto (NON è grasso!!!)
Una specie di gigante insomma, che si rende visibile solo alle cene di Flatila (come potete capire sono stata molto fortunata)
È affabilissimo, e non vede l'ora di chiacchierare con me. Finalmente una svissera con cui mi posso sfogare a parlare lo Svissero, non mi capita mai, quasi come con l'austriaco" E difatti parla benissimo la mia lingua.
Mi ha chiesto come stavano i sette consiglieri (sono un po' in conflitto tra loro, ahimé) se i prezzi alla Migros sono sempre buoni (la Coop comincia a fare concorrenza coi prodotti Bio) se e banche sono sempre LE BANCHE (ahimé no, ma almeno su questo non ho avuto cuore di dirgli la verità: tutto Ok dunque) Insomma, per farla breve quando Ciser mi ha visto non mi ha mollata un attimo e si è informato su tutto quel che poteva: "ma è vero che gli cambiano nome all'EMMENTAL?? Cavoli, non c'è più rispetto nemmeno per i buoni, vecchi formaggi. E il fendant di quest'anno? Dimmi dimmi?" (Lo so, lo so siete già stufi, figuratevi Io!!)
Finalmente, dopo tutti i dettagli e i particolari del caso (e poi AGiI dice che non sono quantitativa: va' lì quanti dati!!) Ciser si lascia sfuggire un... "Meno male che quella volta con 'tolo c'era Iorandui....!". Con 'tolo? Iorandui? Mmm, questa cosa si fa interessante... Ma Ciser è un osso duro, riuscirò a farmi raccontare le cose per intero?
!!! Molto velocemente in verità, ho scoperto come accattivarmi la voglia di racconti di Ciser... Fondue al cioccolato! gli prometto che mentre racconta, io gliela preparo pian piano (per fortuna richiede un certo tempo tagliare la frutta a pezzetti, per fortuna Iorandui e AGiI sono impegnati a raccontarsi barzellette in elfollettesco che a me NON fanno ridere comunque... non c'entra niente se non le capisco. Oh)
Dopo qualche insistenza, con fare circospetto Ciser toglie dalla tasca del panciotto (che mi ricorda molto la borsa di Mary Poppins ad essere sinceri) un pezzetto di carta un po' malconcio e dice:

"Guarda, ecco, se non mi credi: questa è l'immagine di Iorandui con Ceree quella volta che la poverina si era cacciata nel territorio della Dama del ghiaccio. È stata Sfirziola che gliel'ha scattata e per la prima volta (e l'ultima a dire il vero) siamo riusciti ad avere un'immagine del nostro amico (Che sai com'è, con la storia che non lo si nota a volte persino i suoi amici dubitano di vederlo)"

Decido a questo punto che preparerò MOLTA fondue al cioccolato. Faccio accomodare Ciser in poltrona, gli preparo un comodo tavolino e gli porgo piccole porzioni di frutta, fra una domanda noncurante e l'altra.

Devi sapere Mel, quella volta che 'tolo andò a chiedere aiuto a Iorandui (vi ricordate? quando si era beccato tutte le spine a causa della sua un po' troppo repentina domanda di matrimonio) Iorandui aveva fatto un gran discorso, Gli aveva detto: Caro 'tolo, chiedere ad una giovane di sposarla non lo si fa in maniera precipitosa. Come dice una grande economistta: le donne sono un valore così grande che il fatto di accettare di essere prese in moglie è un dono importantissimo. Va dunque conquistato. Mica è come fare la spesa, insomma.
'tolo ad essere sinceri era pieno di buona volontà, ma non sapeva mica come fare, vedi, era un po' inesperto di valori. Allora Iorandui gli dice... Vai alla casa della chiarezza. Lì capirai come fare. E consegna una mappa con tutte le indicazioni. Aggiungendo.
E per favore, non essere precipitoso!!!
La casa della chiarezza... Ci vollero due giorni e quattro notti (non chiedetemi perchè, Ciser non ha specificato)
ma finalmente ci arrivò.
Eccola!!!



Fine prima puntata di un romanzo lunghissimo.. spero di non perdere il filo..
Tutte le illustrazioni sono della preziosa illustratrice: Anyanka - Annabel






















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venerdì, 14 novembre 2003,22:00

 

 

 

 

 

 

 


Il cielo d'autunno è il cielo del passaggio all'interno. Ti accompagna con una giornata fredda ed una più tiepida, ad abituarti al tempo del ritrovarsi stanziali. Noi nomadi della vita, ci togliamo le scarpe entrando in casa e decidiamo che stasera si beve una cosa calda e si sta... Come una foglia sul ramo, ma godendosene lo splendore, in attesa del tempo della ricrescita. Pazienza per i cicli. Ci vogliono anni per impararla. Chissà se verso i 90 ne sarò capace? Kiss.


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giovedì, 13 novembre 2003,23:42

Commento alla rabbia
Immagina che il giorno abbia inizio
Sotto il segno dell'ira per qualcosa che accade
O rabbia contro gli amici
In vana autoinnocenza
Falsa alla luce stessa
Che spezza il sole a mezzo
O rabbia contro di sè
Chè, per antagonismo
Vorresti il sole immoto.
Il mondo va perduto perchè
La tolleranza muore; torna
L'antica maledizione, peggiore
Perchè nuovamente legittimata
Disperata agitazione, confusione
Rabbia per la situazione del mondo
È sfida alla creazione
Ogni ordine è sconvolto
Ogni luce e canto spento.
(Wendell Berry, Sabbaths)




















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lunedì, 10 novembre 2003,21:13

Vorrei raccontarvi storie, ma questa settimana è di quelle toste... dunque quale intermezzo
vi lascio una piccola poesia:

Cinque minuti

Cinque minuti per la luna
solo un'occhiata.
Devo andare.
Ho un altro appuntamento.
Cinque minuti per chiedere
dove sono riflessa
nel cielo notturno.
Nel posto giusto?
Manderò una qualche luce?
Durerà nel tempo?
Cinque minuti per riflettere.
Devo andare.
Ho molta fretta.
La luna aspetta serena
una mia rapida occhiata.

Salto in macchina
e mi sposto un po'
lungo l'eternità.
La luna riempie la mia mente.
Cinque minuti per la luna.

Poesia tratta dal testo "Bitter Pill" di Betty Gilmore


























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sabato, 08 novembre 2003,19:57

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sguardo su Glendalough (sai, preziosa illustratrice che mi ero chiesta se conoscevi questo luogo quando l'ho visto?)

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venerdì, 07 novembre 2003,23:19

Menu della cena di Flatila
… mi sono infilata nella fessura, temendo già di trovare buio e invece… una luce delicata proveniva dal terreno… era fatto di pietre ovali luminose ed era sufficiente a rischiarare il locale. I locali anzi.
C’era un sacco di gente e Iorandui gironzolava come a casa sua.

Ma ora meglio che racconti… cosa s’è mangiato.

Prima che tutto sia pronto:

- sgranocchini di verbena con sale marino

- foglioline di tiglio con miele d’altura pepato

- muschio di Scozia su Cottage Cheese (sono le concessioni alle mode moderne)

- filettino di Cabbis con castagne alla cannella

Da bere per la prima sete

- Sciroppo di mandorle con zenzero in spicchi

- Succo di melograno (pressato a mano e a freddo) con ghiaccioli di vaniglia

- Rosolio. Quello vero.

- Acque diverse, secondo le seti

- Arrib schiumosa e scura, densa come la notte

Per togliere la fame inopportuna

- Involtini di lattuga ripieni di cous-cous in agrodolce

- Rotolini di pasta di pane rincalzati di caciotta (quando ce vo’ ce vo’)

- Fili di riso immersi in brodo di zucca piccante

- Soupe de Silène avec croustillons

Finalmente qualcosa di sostanzioso

- Polpettine di melanzana con patate al rosmarino (omaggio al Mediterraneo)

- Scacciata di cardi e felci di Glendalough

- Impasto di farro con cubetti di cioccolata amara e punte di sedano marino

- Crèpes sottili alternate con formaggio fresco francese e peperoni di terra Magiara (per festeggiare Iorandui)

- Zucca al forno, con striature di barbabietola e cubetti di mostarda, servita con besciamelle al pepe verde

Il piatto preferito da tutte (servirsi con cautela)

- Tarozz (impasto di patate e legumi con formaggio valtellinese di montagna, morbido)

Bibite d’accompagnamento

- Arrib schiumosa e scura, densa come la notte (con quella non si sbaglia mai)

- Arrib leggera e frizzante, giusto per togliere la sete

- Oniv delle tre terre: la calda, la fredda e quella così così

- Oniv scuro da accompagnare solo al Tarozz

- Succhi di ribes e pera, alleggeriti con sciroppo d’ontano

- Acque delle terre di nessuno (sono molto economiche)

I dolci

- Bacche del nord mischiate a formaggio piccante

- Involtini di peperlizia ripieni di mandarini cinesi (è a quelli che sono allergica, accidenti)

- Crema di Flatila (vaniglia, zenzero, cardamomo su sfoglia croccante con panna della Svizzera Centro occidentale)

- Cubetti gelati di torta al cioccolato ripieni di vermicelles di castagne (ottimi alternati con la crema di Flatila)

- Torrone a scaglie con leggera caramellatura sui bordi

- Arancini fritti con bastoncini di caramella (la specialità di Ceree)

- Gelatine fluorescenti di lamponi a forma di Leprecano

Per concludere la serata

- Erouqil della casa di Sfirziola (prodotto in bottiglie numerate)

- Erouqil della casa di ‘tolo (prodotto in bottiglie numerate)

- Effac a lunga distillazione

- Tisana di Verbena e Artemisia a volontà….

E prima di andare a dormire

Racconto del bosco del cervo magico… (la prossima volta)



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