La Donna del Catino
Benvenuti alla Fattoria dei Tutto Facenti.
Alla Fattoria dei Tutto Facenti nessuno può permettersi di starsene con le mani in mano : ognuno ha un compito o un lavoro da svolgere. C’è chi munge le mucche, c’è chi dà da mangiare alle galline ; c’è chi sella i cavalli e chi raccoglie le patate ; c’è chi chiacchiera sgranando piselli e chi scaccia le mosche dal pane appena sfornato.
Non è un ritmo frenetico, ma nessuno può riposarsi mai : mai chiudere gli occhi un istante, appoggiare la testa ad un cuscino, distendere gambe e braccia … no … non si può, perché tutti devono sempre fare qualcosa.
Tutti tranne uno. Non c’è persona infatti alla fattoria che non conosca la donna del catino … già, perché è l’unica che alla fattoria non fa nulla tutto il santo giorno. La donna passa il tempo a custodire un piccolo catino di metallo pieno d’acqua ; se ne sta seduta sulla sua sedia impagliata e fissa per ore il suo catino.
Alla fattoria si sa delle donna del catino, ma nessuno ne parla e nessuno si chiede troppi perché … anzi, a dire il vero, si sentono tutti un po’ a disagio quando qualcuno ricorda che la donna se ne sta lì beata e Nulla Facente.
Intanto le stagioni si rincorrono velocemente, gli abitanti della fattoria rincorrono le stagioni e gli anni rincorrono questi piccoli faccendieri. Fino a quando un brutto giorno un fortissimo uragano si abbatte sulla fattoria : le case vengono spazzate via in un baleno, gli alberi si capovolgono a testa in giù e gli animali scappano il più lontano possibile. Dopo che il vento ha portato via con sé ciò che poteva, gli abitanti, salvi per miracolo, escono timidamente dai loro provvisori ripari e dai nascondigli improvvisati e si ritrovano attorno al pozzo del cortile.
Sono tutti strabiliati nel vedere il pozzo ancora intatto dopo l’uragano e prima ancora che riescano a dire parola, dal pozzo si sente un intenso e inebriante profumo di schiuma e pigne verdi. Il profumo si dilaga rapidamente, sfiorando ascelle, pance e piedi degli abitanti che, presi da un irresistibile solletico, iniziano a ridere senza più controllo.
Si racconta che gli abitanti della fattoria risero per ore, per giorni e per anni. Seduta sulla sua sedia impagliata la donna del catino muoveva l’acqua con un bastoncino, creando un vorticoso mulinello ; questo movimento vorticoso spingeva profumo di schiuma e pigne verdi fuori dal pozzo.
Per secoli sembrava non avesse fatto nulla : in realtà custodiva profumi di ogni sorta per persone di ogni sorta e tutto il resto, attorno a lei, nasceva, si distruggeva e nasceva di nuovo.
(Barbara)





