giovedì, 26 febbraio 2004,22:37

Saga di Iorandui, puntata 9, serie ripresa

La cosa che più faceva innervosire Ondorco era il prurito alle dita dei piedi.
Solo che grosso com'era non poteva certo abbassarsi. Allora di solito per grattarsi almeno un pochino cercava di camminare sulla ghiaia che c'è vicino ai corsi d'acqua. Dunque quella mattina si grattava beatamente camminando su e giù per le rive del torrente "Ssstraccck" , quando sentì un asino ragliare.

"CENA!" pensò, decisamente di buon umore. "O pranzo? Mah, non ci si deve perdere con troppa cultura" rifletté.
e andò a prendere la fida accetta.

Indo si era già pentito di aver gridato. Troppo tardi naturalmente, perchè come potete immaginare, Ondorco pur con la congiuntivite, ci sentiva benissimo. Indo aveva gridato alla scoperta dell'entrata di una caverna, mentre se scorazzava nei boschi, in attesa che 'tolo la finisse di star dietro a farfalle e poesie.
La caverna di Ondorco, appunto, aveva realizzato un attimo troppo tardi.

Ondorco trotterellava verso la sua cena, senza preoccuparsi minimamente di non farsi sentire.
Indomito ("ma chi l'ha detto che sono Indomito" si diceva l'asino, "io sono docile e buonissimo!") cercava evidentemente di farsi sentire il meno possibile. Che fare? Dove nascondersi? Come sfuggire alla brace?? (si sapeva che Ondorco era piuttosto raffinato e faceva le sue prede alla griglia, per gustarsele con calma e ben cotte)

"Che c'è?" rispose 'tolo? Ehi, Indo... perchè hai gridato? dove sei finito? Dai salta fuori, che non siamo qui per giocare a nasconderci.! ("No Comment, no Comment!" pensava Indo)

DESSERT!! pensò Ondorco. Decisamente una giornata fortunata. E già godeva all'idea di un piccolo principe caramellato.
Si puntò bene sulle gambe, cominciò a far roteare l'accetta vigorosamente ("voglio vedere se ne becco due in un colpo") e annusando l'aria prese la mira.

Niente: nessun odore, nessun profumo, nessun rumore. La cena col dessert era sparita!
Riprovò: puntare le gambe con forza, agitare e roteare l'accetta, magari cacciar fuori qualche grugnito...
Niente. nessun odore, nessun profumo, nessun odore.
Ma dove erano finiti vi chiederete?
Ebbene, non è la domanda giusta.
Perchè dovete sapere che l'olfatto di Ondorco funzionava solo se ben attivato, con apposite mosse.
Dunque Ondorco si domandò: dove ho sbagliato ? (classico esempio di fallimento autoattribuito)
Maledicendosi per la cattiva memoria decise di tornare nella caverna, a consultare il fidato Leptop: il lepidottero sapiente.
E 'tolo? e Indo?
Sbalorditi per l'inaspettata fortuna (o la ritardataria sfortuna) se ne andarono di soppiatto, soppiantando il silenzio con i loro passi di corsa.
Comunque Ondorco era distratto e ben deciso a studiare a memoria la ricetta per acchiappare cena+dessert in un sol colpo.
Ne andava del suo orgoglio insomma. SGRUNT!

















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mercoledì, 25 febbraio 2004,23:00

Intermezzo...
Dunque, ho visto il film "le invasioni barbariche" (non parla di visigoti...) e a me è piaciuto molto. Allora vi lascio qualche indicazione, perchè mi sembra di aver capito che ancora non circola in Italia (?)

 

 

 

 

 

 

 

Denys Arcand, il regista canadese francofono sessantaduenne, maestro internazionale dei cinema di conversazione, narratore della borghesia colta, alludendo al suo film più famoso, Il declino dell’impero americano (1986), dice: “Adesso l’impero americano regna sul mondo in maniera assoluta, quindi dovrà respingere senza sosta gli attacchi dei barbari... Io credo che i Paesi stiano scomparendo, che per le generazioni future i confini tendenzialmente spariranno. Visto da Washington, essere francese, bulgaro o giapponese è proprio lo stesso: tutti barbari”.(continua qui)



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domenica, 22 febbraio 2004,23:23

Saga di Iorandui, puntata 8, serie ripresa
Ceree sognò una piuma.






'tolo sognò una farfalla.

Entrambi iniziarono il viaggio.

Ceree appena sveglia decise di partire verso est.
'tolo appena sveglio aveva ancora il problema della congiuntivite di Ondorco da risolvere.
Indo, l'asino indomabile fece un sonno senza sogni. E meno male, sennò dovremmo iniziare un altro viaggio anche per lui.
Ma qui il suo compito è di gabbare 'tolo. Se ce la fa. O di perdersi in un'avventura.
In ogni caso occorre che raccolga i fiordalisi. Per il collirio di Ondorco.













'tolo pensava alla farfalla del sogno e si chiedeva come mai le farfalle in questa storia stavano diventando ricorrenti.
Non sapeva come risolvere la questione di Ondorco e allora decise che tanto valeva andare a seguire farfalle.
Iorandui gli aveva detto una cosa prima di partire. E pur con qualche dubbio lui cercava di crederci.
Gli aveva detto che solo nel vuoto nascono le cose.
Bene, più vuoto di così c'era solo il barattolo della Nutella dei figli della narratrice.
E allora andiamo per farfalle... con questa mini poesia:

senti... l silenzio? ha un rumore dolce.
senti... il silenzio? Ha un rumore assordante.
senti... il silenzio? parla così forte che sarebbe ora di scappare.
senti... il silenzio? è il rumore del mare che accoglie i tuoi sogni.
quelli che non osi guardare.
ora osserva... il silenzio che parla.
dice frasi sommesse, dice parole smozzicate.
ed ora puoi bagnare le piante. sederti in giardino.
arriva il cammino.
ti viene incontro ed ha la forma di un sorriso.
e il rumore del tuono.
spaventa. spavento.
silenzio.















































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martedì, 17 febbraio 2004,20:39

Saga di Iorandui, puntata 7, serie ripresa

In ogni caso, prima di incontrare Ondorco occorreva cercare gli ingredienti per un collirio che curasse bene la congiuntivite.
Indo, che,diciamolo, era un asino indomabile ma non necessariamente coraggioso, aveva già annunciato" Io, Io mi occupo di cercare i fiordalisi, e poi magari anche la camomilla, ma poca chè mi hanno detto che per gli occhi non va bene. Faccio tutto io ragazzo, non ti preoccupare, che così dopo tu ti devi solo occupare di mettere le gocce a Ondorco"

"... SOLO mettere le gocce a Ondorco????!" Quasi 'tolo, se non fosse che era un principe ben educato si metteva a gridare. In effetti un pochino alzò la voce: "Cosa vi credete tutti (Indo si guardò in giro... "tutti chi? mah") che io sia qui per fare l'eroe di una fiaba? Io sono una persona seria... non certo bisognoso di cacciarmi nei guai, NON come certi donchisciotte di mia conoscenza" (tutti i lettori donchisciottesi possono offendersi un pochino). Si tratta di una questione medica, verso un paziente diciamo... diciamo un po' particolare. Un caso di vulnerabilità sociale lo chiamerei (almeno dall'immagine parrebbe poco socievole) e se si tratta SOLO di questo, con una bella strategia di problem-solving tratteremo la questione!!! (!). Bene: riunione fra 5 minuti signori. Organizziamo un report e poi con un apposito brainstorming affronteremo la questione in tre tappe: comprendere, decidere, agire!!!

Ehm. Indo non era un grande esperto ma comprese che il Master in gestione aziendale del principato (per il quale aveva ottenuto degli eccellenti voti) aveva decisamente dato alla testa al nostro 'tolo.
E gli disse, fraternamente: "che ne dici di un cioccolatino ragazzo?"
'tolo accettò asciugandosi nascostamente una lacrima.


 

 

 

 







 











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domenica, 15 febbraio 2004,20:36

Saga di Iorandui, puntata 6, serie ripresa
Intanto Ceree faceva roteare un bastoncino nell'acqua. Passava il tempo così: ingannando l'attesa di qualcosa che non aspettava.
E nella sua mente parole si fomavano e si scomponevano, al ritmo delle onde dello stagno.
Non era nè triste nè allegra. Solo un pochino stupita di questa vita che continuava imperterrita.


 

 

 

 

 


 








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sabato, 14 febbraio 2004,23:31

Saga di Iorandui, puntata 5, serie ripresa
"In ogni caso" annunciò Indo dopo aver ripulito il terzo piatto di dessert (datteri ripieni di crema piccante) "non sono ancora domato e certamente non riuscirai a domarmi nel giro di una notte. Il vecchio ti ha dato tre giorni, scaduti i quali non avrai nessun'altra occasione di farti affidare l'incarico che ti permetterebbe di conquistare Ceree"
'tolo non diceva nulla ma sapeva che era pur vero. E chissà se Iorandui gli avrebbe dato altre occasioni... Accidenti, stava proprio perdendo tempo...
"Una proposta ce l'avrei" continuò sornione l'asino Indo. "Vedi, se torniamo dal vecchio, tu parti a mani vuote mentre io mi ritrovo domato in un batter d'occhio: quel vecchio è una vera potenza". "Invece con te ho qualche speranza di cavarmela: vai a sentire cosa ti dice il vecchio, cosa ti chiede di fare. Io verrò con te, fingendomi docile come un agnellino, ti darò una mano e appena compiuta l'opera sarò libero di andarmene per i fatti miei:"

Bè, non era una proposta malvagia, rifletté 'tolo. Certamente l'asino avrebbe trovato il modo di imbrogliarlo prima o poi, ma per intanto si poteva provare: non aveva nessuna voglia di tornarsene alla sua reggia a mani vuote.

E così il giorno dppo il vecchio (non gli ho ancora trovato il nome, solo per non confondervi) si vide arrivare trotterellando 'tolo e l'asino. Bè, c'era qualcosa di strano in effetti: l'asino camminava davanti al ragazzo. Ma il ragazzo aveva uno sguardo convinto. E l'asino un'espressione docile. Mmmm. troppo docile pensò il vecchio. Ma decise di lasciar perdere.

"E dunque sei riuscito nel tuo compito" disse. "bene, bene ragazzo. Si vede che hai talento" ('tolo arrossì leggermente, non era ancora bravo a raccontare frottole). Allora potrei affidarti quel famoso incarico di cui ti parlavo giorni fa. Porta pure l'asino con tutti gli altri."

Con gli altri?? A queste parole Indo si inalberò dimenticando del tutto di essere diventato docile. Ragliando a perdifiato (mica volerva farsi intendere dal vecchio) stava quasi per far perdere l'incaricoa 'tolo, dato che il vecchio guardava dubbioso e cominciava a scuotere la testa. Ma a 'tolo venne un'idea:

"vedi mio signore.." (un po' medioevale certo, ma ditemi voi come si parla ad un vecchio di cui non si sa nemmeno il nome) "quell'asino l'ho domato da poco, e come sai era piuttosto complicato. Io credo che potresti darmelo in affidamento ancora per qualche tempo, in modo che si calmi del tutto. Lo prendo con me per eseguire l'incarico, poi certamente te lo riporto" 

e il vecchio, che per quel giorno non voleva altre beghe, decise che d'accordo, andava bene.

L'incarico? Ma una cosa semplicissima naturalmente. Si trattava di curare la congiuntivite di Ondorco.

 

 

 

 

 

 

 

 



 







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giovedì, 12 febbraio 2004,22:04

Saga di Iorandui, puntata 4, serie ripresa
Quando 'tolo rinvenne, l' Indomabile asino gli alitava addosso. Sgradevolissimo odore.
Ma più che utile per risvegliarlo del tutto. Un asino parlante (lo so, lo so è una vaga citazione del mulo parlante, che ci volete fare...) era già non male come spavento.
Un asino che voleva essere domato poi, di punto in bianco, dopo gli incubi che gli aveva fatto passare.
'tolo si allontanò di qualche metro (necessitava di, come dire... un po' di prospettiva) e preso il basto decise che allora poteva provare a issarlo sul'Indomabile (Indo, per i conoscenti..).
"Che ti credi ragazzo!" gli raggliò addosso l'altro. "Non penserai di avermi già sistemato... ! "No?" pensoò 'tolo.. "NO DI CERTO!" urlò l'asino
(il vecchio usci per capire da dove veniva il baccano, e vedendo l'asino ragliare a perdifiato si grattò dubbioso il turbante (guardate sotto, ha proprio il turbante) e rientrò per proseguire il pisolino) "Vecchio! Vecchio!" Chiamò 'tolo. "quest'asino parla... ascolta!" Il vecchio non uscì nemmeno dalla tenda a verificare... sif ece una grassa risata e non ci pensò più.
"Vedi ragazzo" riprese l'asino sogghignando (come facesse non si sa, ma giuro che sogghignava) "sei l'unico a sentirmi... Dev'essere che in quella poesiola della tua amica Ceree c'è qualcosa che ti ha aperto le orecchie alle mie parole."
'tolo decide si sedersi. A questo punto aveva fame. "Bè, anch'io" annunciò Indo. Come diavolo facesse quella bestia a sentire i suoi pensieri proprio 'tolo non riusciva a capirlo. Comunque la pancia brontolava. Anzi, le pance. "Andiamo", disse l'asino. Prima di tutto affrontare i bisogni primari, dopo vedremo che fare. Ormai travolto dagli eventi 'tolo non fece altro che seguirlo.

"Vedi, queste sono le mie amiche: zora, zoe e zita.
Ci prepareranno un ottimo pranzo.
Accomodati mentre io vado a fare un giretto..
come dire... Igienico."

Le tre Z non facevano altro che additarlo e ridacchiare.
'tolo cominciava a sentirsi decisamente a disagio. Ma i
l suo umore migliorò nettamente alla vista del pranzo.
Che ne dite? Vale la pena di fermarsi un giorno e approfittare...?

Buon appetito.






 

 

 

 

 

 

 

 

 





















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martedì, 10 febbraio 2004,22:51

Saga di Iorandui, puntata 3 serie ripresa
Erano 47 asini, li aveva contati, la mattina dopo, quando, svegliato dal raglio di tutte quelle bestie, scoperse con orrore che avrebbe dovuto domarli tutti. Uno per uno.
Il primo fu relativamente facile (la fortuna dei principianti, sbottò il vecchio) ed anche il secondo, seppure un po' recalcitrante, si sottomise ben presto al basto per il trasporto delle merci. Dal 3° al 22° occorse un giorno per ciascuno. Fatto di blandizie e minaccie. Di corse nelle radure circostanti a cercare i fuggitivi. Di cadute perigliose dalla groppa. Di imprecazioni a gran voce (lui che era così ben educato). Il ventitreesimo asino assunse per 'tolo la conformazione di un incubo. Per cominciare, appena tolto dalla stalla... No... difatto non era nemmeno riuscito a toglierlo. Se ne stava in fondo, riparato fra i compagni, testardo come un mulo, e non c'era verso di avvicinarlo. Mostrava con grinta i denti asinini. Scalpitava all'avvicinarsi di chiunque. Era pure capace di imbizzarrirsi alla vista anche in lontananza del basto.
"L'indomabile" l'aveva chiamato il vecchio. Aggiungendo: "eh, ragazzo, mi sa che se non sistemi questo qui, non sistemi nemmeno gli altri... "
"Bah" rispose 'tolo, decisamente seccato. "se la veda lei con questa bestia, in fondo io ho già aiutato abbastanza, direi ("e per pochissimo cibo in cambio", soggiunse fra sè) .

"E no, caro mio .. soggiunse il vecchio. Sei tu che hai bisogno di aiuto non io... Per me, io mi arrangio benissimo a domare i miei asini. Ma volevo vedere come te la cavavi... Sai, avrei un incarico per te, un incarico che ti permetterà di trovare la strada del cuore della tua amata. Ma per compierlo dovrai proprio domare l'indomabile."
Ad essere sinceri 'tolo era piuttosto incredulo delle capacità del vecchio di domare asini. Ma il vecchio, cogliendo l'incredulità, gli fece cenno di sedersi... "Accomodati. E osserva." aggiunse.
Con la mano si avvicinò ad una farfallina gialla dei prati, e lasciò che questa si posasse sulle sue dita.
Poi... come per effettuare una benedizione... sfiorò tutti gli asini, uno per uno, con la farfalla.
Ed ogni asino si mise diligentemente in fila, in attesa di compiere il lavoro per il quale era stato destinato.
Tutti gli asini... meno l'Indomabile, naturalmente. "Te lo lascio" dichiarò il vecchio. "Entro tre giorni vedi di farne una bestia da soma, se no... tutto sarà stato inutile."
'tolo stava per correre ad appropriarsi di una farfalla. Ma il vecchio scosse la testa... Non perdere tempo ragazzo con le farfalle. Non sono le farfalle che domano gli asini. "
"Cosa dunque?" chiese piuttosto scoraggiato 'tolo, con la sensazione di essere stato abbindolato tutto il tempo.

"la forza leggera che emana dalle tue dita. Se la trovi, quella è capace di domare chiunque, anche l'animale più indomabile."
'tolo rimase senza parole. Per tutta la notte. Per tutto il giorno seguente. Certo ormai di aver perso il suo tempo, e chiedendosi se davvero valeva fare tutta quest fatica per una che neanche sapeva che farsene di lui come marito.

Gli vennero in mente le ultime frasi che le aveva sentito dire. Qualche giorno prima di partire per il viaggio che Iorandui gli aveva indicato.


Molti, troppi sorrisi.
Divertenti. Sorrisi smaglianti.
Paresi. Quasi.
Sguardi fissi, ma tanto, tanto felici.
Con un pò di giri di nastro adesivo si tiene attaccato un pò tutto.
E' questo che dici?
Non parli?
No. Sorrisi, ancora.
Forse sei in uno stato di ipnosi; forse se conto lentamente da cinque a zero
ti svegli e magari ti sposti, che mi copri la visuale.
No? Bene, me ne vado io.(kairos)


Era una specie di poesia, e 'tolo si soprese a ripeterla a bassa voce, per consolarsi in un certo senso.
Ripetendola aveva assunto una cadenza ritmata. E nella conclusione metteva una discreta forza. Non proprio come una canzone ma quasi.
Fu alla decima volta che l'Indomabile esordì.
"Adesso basta ragazzo: hai proprio rotto con le tue lagne. Datti una mossa, tirati insieme, insomma... che fai lì seduto. Mi domi o no??"
'tolo svenne naturalmente.






























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lunedì, 09 febbraio 2004,15:12

Saga di Iorandui, puntata 2 serie ripresa

Era quasi il tramonto quando 'tolo comprese cosa avrebbe dovuto fare. Almeno per quel giorno.
Vedi quella mandria laggiù? Quella mandria di asini? gli chiese il vecchio
.
'tolo la vedeva, e la sentiva eccome...
"Bene. È la mandria di asini da domare di questa stagione.
Ha avuto una buona idea Iorandui a mandarti da me, mi occorreva proprio una mano.
Comincia pure a tirare gli asini nella stalla" ("se riesci", aggiunse a bassa voce, con un ghigno sottile)
Ci passò la notte 'tolo.
Tra calci e ragli, e offerte di biada e grida, prima autoritarie, poi irate, infine scoraggiate.
Ma ce la fece.
Chiedendosi in cuor suo cosa c'entrasse il suo matrimonio con Ceree in tutta questa storia.

In effetti ce lo chiediamo anche noi... speriamo che prima o poi se ne venga a capo

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 











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domenica, 08 febbraio 2004,22:37

Saga di Iorandui, puntata numero 1 della serie ripresa (della vecchia ho perso il conto)

"ma che cosa vuoi?", chiese il vecchio a 'tolo.
"A dire il vero non lo so", rispose questi. "Mi ha mandato Iorandui, dalle tue parti."
"mmm... allora siediti e per intanto aspetta. Fra non molto vi sarà parecchio da fare"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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