venerdì, 30 aprile 2004,23:27

Di dolore si scrive da alcuni giorni su blog amici, in una forma o l'altra.
Il dolore piega, riduce all'essenza della nostra piccolezza.
E in effetti, ha ben ragione chi ha cercato una risposta.
La risposta è Eros, in tutti i suoi modi ineleganti di apparire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






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domenica, 25 aprile 2004,19:04

Sono stati pubblicati gli atti di una giornata di studio cui ho partecipato più di un anno fa. E così ho ritrovato le parole di uno dei prof che maggiormente ho amato nella mia vita: Daniel Hameline (so, praticamente sconosciuto alla maggioranza)

- Transformer oui, mais pour quelle raison et à quelle condition? En raison de la constance. On ne change pas les choses pour que ça bouge (perchè si muovano) mais pour que "ça se tienne". Et la condition pour que ça tienne c'est que "ça bouge". -

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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mercoledì, 21 aprile 2004,23:53

Dati quantitativi niente?
Dice il mio amico AgiI: Com'è il tempo da te? Mmh, freddino, rispondo
Gradi? Non saprei...
Appunto. Non so mai. Quanti gradi ci sono. Quanto è alta la montagna dietro casa mia. Quanti abitanti ha la cittadina in cui abito. Come si chiama l'autore di quel libro che ho letto tempo fa. Il regista del film "L'uomo senza passato". Mi accorgo dopo settimane (mesi) se l'amica ha messo un quadro nuovo alle pareti. Che la collega, l'unica con cui condivido l'ufficio ha cambiato taglio e colore dei capelli me ne sono accorta ieri. Dopo un mesetto, mi ha detto ridendo gentilmente (è una collega meravigliosa, con un notevole spirito di osservazione).Come investigatore privato sarei una frana, e questo è uno dei miei rammarichi grandi (ho un lato investigatore frustrato, ahimé, per mancanza di spirito di osservazione).
Sono affascinata dalle persone che ricordano i dati quantitativi.Che sanno il nome degli oggetti e il numero delle cose. Che si ricordano le poesie e le citazioni a memoria.

E come fa una ragazzina svagata e solitaria a cavarsela quando se ne va in giro da sola, se non ha spirito di osservazione?
Allora si va al fiume, e lo si percorre in lungo e in largo, di sasso in sasso. Risalendo. Senza orologio (che non si aveva, o lo si era scordato, chissà) ma occorreva tornare per tempo.
Si cammina o saltella immersi nei propri pensieri e poi ad un certo punto si "sente". Che i sassi diventano minacciosi. Con un'espressione corrucciata. Che i fiorellini raccolti sono un po' sconsolati. C'è come una piccola ansia che emerge. Un passo non più sicuro.
Allora è il momento di tornare. Sino alla prossima volta.
Ed è così che si sente cosa accade. Non si riesce a vederlo, davvero. Ci si prova a sforzare gli occhi (che poi tocca mettersi gli occhiali). Si sente qualcosa che attraversa gli oggetti. Non che parla. E nemmeno simil fantasmi sudamericani. Né chiamate sprirituali di qualche sorta. Una specie di percezione diffusa di qualcosa che trascende. Che attraversa e che non si può controllare. Forse addirittura bisogna un pochino imparare a non esserne controllati.
Il simbolico che attraversa il mondo è narrato con infinite parole. Che non so dire.
Quando si ha il tempo di lasciar fluire il respiro, senza l'affanno di trattenerlo. Si sente. Qualcosa che non ci appartiene e che in molti modi si è cercato di descrivere. La percezione del magico (del simbolico, del sacro) non è realmente tradotta dai molti riti e rituali di predizione o di protezione, conosciuti nel mondo. Quelli sono tentativi di interpretazione, più o meno riusciti, secondo la capacità di respirare di coloro che li maneggiano.
La percezione del magico ci interroga. E ci invita a considerare il simbolo. Come modalità di compenetrazione col reale. Che il reale non mi pare da intelligere. Ma da comprendere. E da lasciarsene comprendere. Potendo muovere leggeremente le dita fino a sentirvi posare una farfalla. Percependone forza e leggerezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 












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lunedì, 19 aprile 2004,22:00

Ci sono un sacco di cose da fare... ho già nostalgia del deserto.
Intanto ve ne lascio un'immagine.
















(Lo so, lo so, vivo di rendita da qualche tempo a questa parte... abbiate pazienza)



















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sabato, 17 aprile 2004,23:51

Ero in vacanza con S. la sorellina piccola, quella di 17 anni non ancora compiuti. Praticamente stiamo assieme solo in quest'unica vacanza annuale che mi regalo con lei. E sono così sorpresa ogni volta di ritrovarle quell'aria di famiglia. Una specie di complicità che condivide opinioni, sguardi. Lei solare, allegra ed aperta, con tratti che non celano le origini del sud. Io comunque nordica, più reticente a mostrarsi, inequivocabilmente solitaria. Però. Noto che ha imparato da me a trattare coi commercianti dei souk... Mi diverto ad osservarla mentre come una quasi maghrebina non si lascia incantare e stizzita risponde: "ma non vorrei vendermi questa roba a quel prezzo?"
Proprio mezz'ora prima di riprendere l'aereo ho trovato quella collanina con pietre turchesi che cercavamo da giorni. Il regalo per il suo compleanno che ha reso entrambe felici.


E poi: mio figlio L. (nato due volte, per motivi che forse un giorno potrò raccontare) che ha gli occhi ridenti al mio arrivo. Prepara la cena e sbaciucchia felice la morosa. Occhi ridenti, ridenti. Deve essere successo qualcosa. Investigo... cosa hai fatto tutta la settimana... ? Niente di particolare e intanto gli occhi ridono. Ha preparato un dessert oltre a uno sminuzzato all'orientale di sua invenzione. Dessert: crema di castagne (non chiedetevi come mai in primavera dalle mie parti si faccia crema di castagne: non è un mistero risolvibile) Non è male. Pochino, giusto un pochino pesante. "Come hai fatto a prepararla?" "Bè, purè di castagne, gelato alla vaniglia, panna, zucchero al velo... e fecola di patate". Mmmh: la fecola di patate la prossima volta dovresti farla cuocere..." "Infatti, l'ho cotta a bagnomaria". (Assicuro che non era male, dava una certa sonnolenza alla fine... ma non era male).
Comunque, io lavo pentole e piatti, riassetto il tutto mentre L. e morosa si rilassano dopo le fatiche della cucina. Suona il citofono, sale Sm. con un amico. Entra, io trattengo lo stupore. Anche a lui ridono gli occhi.
Sm è tornato, Sm e L. hanno fatto la pace! Amici del cuore da anni, diversi mesi fa avevano avuto un litigio importante. Arroccati ognuno nelle proprie posizioni non si incontravano più, non si parlavano più. Erano furiosi l'uno con l'altro. Mentre io e la mamma di Sm assistevamo senza poter far nulla. Sperando che trovassero un modo per riconciliarsi. Soffrendo delle loro tristezze. Ed ecco, mentre ero via hanno trovato il modo di fare la pace. Che bello, che bello! Ecco il perchè degli occhi ridenti.

Poi. girato per alcuni blog. Che belle cose sono state scritte in così pochi giorni. Ne riporto alcuni frammenti, che hanno attivato in me percorsi di pensiero, per stasera non ancora condivisibili.

Cosa farò adesso, adesso che mi guardo attorno e vedo che il mio desiderio di andare fino in fondo, di essere pulito, di non lasciare spazi chiusi, zone d'ombra, mi ha portato a questo disastro? Cosa farò adesso che mi siedo, saggio e sereno e perfetto nella mia crescita e nella mia maturità di uomo, e vedo attorno a me lo sfacelo? …perché il cristianesimo ortodosso, così luminoso nel tessere ricami dorati tra linguaggio umano e contemplazione del divino, rischi il corto circuito quando la Storia, ovvero la Contraddizione, si mette in moto e impone la sua signoria…Alle nove in punto, LEI comincia ad aprire tutte le finestre per cambiare aria , scopa per terra, rassetta in cucina, pulisce il bagno, riempie la lavatrice, la lavastoviglie, lava i vetri… Non ho mai capito se vuole mettersi in bella mostra agli occhi del marito e dimostrargli quante cose fa anche durante le sue giornate di ferie, o se tirare a lucido la casa è una sua necessità intrinseca! Come orso da circo / persa ogni dignità / per te vorrei ballare / rotolandomi nell'illusione / di strappare brandelli d'affetto. Io sono la mia moneta ed il mio passaporto. Ci son delle zone mentali, dei momenti della giornata. C'è sempre un piano della mente dedicato ai trasognamenti, è sempre lì pronto. Ragioniamo su ordine e disordine come concetti statici o come attitudini definitive dell'animo. In fondo ha ragione lui disordine e ordine sono come lo onde del mare, vanno e vengono. E se invece di scriverlo il tema che gli dai da svolgere loro lo colorano, lo condiscono, lo suonano, lo cullano o ci fanno l’amore, tu prendilo per buono lo stesso che tanto tra qualche anno di quel tema non si ricorderà più nessuno ma dei tuoi giudizi probabilmente si…Attraverso il volo della pallina dorata/ diritto nelle reti dei pioppi / in questi giorni un biondo fàrfaro / striscia come una piccola tartaruga d'oro.

E molti altri ancora, naturalmente… ma stasera è proprio ora che vada a dormire. Baci.




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venerdì, 09 aprile 2004,12:03

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

senza parole...

 

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mercoledì, 07 aprile 2004,23:00

Stanca, che non ce la si fa a pensare una frase decente.. ho la gioia di aver comprato tre, dico tre librini di Wislawa Szymborska. E dunque vi riprendo una delle sue poesie

Discorso all'ufficio oggetti smarriti

Ho perso qualche dea per via dal sud al nord,
e anche molti dei per via dall'est all'ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi si è sporfondata nel mare un'isola, un'altra.
Non so neanche dove ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, abita il mio guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivi di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde,

Perduto, smarrito ai quattro venti è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo l'ombrello ieri sul treno.


















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martedì, 06 aprile 2004,22:29

Mi è capitato spesso di viaggiare da sola. Di arrivare solitaria in città sconosciute. Allora ho imparato che subito ne cogli il temperamento. Ricordo quella volta a Casablanca. Sono scesa dall'aereo per prenderene un altro (andavo a Oujda). Con nelle orecchie le raccomandazioni di una signora incontrata in treno. "In Marocco da sola? Non ci starà andando da sola vero?" No, certamente, fu la risposta. Scendendo l'aereo sento l'aria calda che mi avvolge. Guardo gli addetti all'aereoporto che mi squadrano. Sud. Ah, siamo al Sud (Sur, nu simme ru sur, e camminammo à peri..., diceva una canzone che ho sempre adorato, di una sconosciuta cantante) Allora Sud. Conosco... Posso sorridere. Le persone mi sorridono. Ogni timore svanito.
E poi altre città... quelle ostili, che ti respingono (non le cito: erano ostili per me, non necessariamente per altri) e quelle che ti accolgono sorridenti, con una battuta, un pasto improvvisato, una chiacchierata sui muretti di una piazza.
Allora aspettavo curiosa di scoprire cosa Bologna mi avrebbe detto.
Ci sono odori in questa città. E luoghi piani per camminare. E autisti di taxi che giocano un pochino ad imbrogliare le straniere. E non taxisti che ti fanno complimenti galanti. E mendicanti. E posti che mi verrebbe voglia di sedermi e aspettare, che qualcosa accade vedrai. E gentilezza. E ancora odori: di un secchio d'acqua gettato sul selciato con il sapone di marsiglia. E colori caldi. E riconosco citazioni di altre città incontrate. Piazza come quando da piccola costruivo le piazze d'Italia con i cartonati del Corriere dei Piccoli. E portici. E camminare e perdersi e in fondo non perdersi mai (Iorandui ce l'ha messa tutta stavolta)
E sento il clic di un'altra rotella del cambiamento che è scattata. Leggera, quasi impercettibile. Ma me ne sono accorta.
On verra...






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martedì, 06 aprile 2004,20:32

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(mi sono innamorata di Bologna ma non spargete la voce: Ginevra potrebbe risentirsi)

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sabato, 03 aprile 2004,23:11












 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



(sarò assente per qualche giorno... ho pensato di lasciarvi una cosa bella.. Il film vale la pena, fosse solo per l'immagine :-)














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