mercoledì, 24 novembre 2004,20:37

Scoperta oggi
Tempo verrà in cui, con esultanza saluterai te stesso, arrivato alla tua porta, nel tuo specchio
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro e dirà:
siedi qui, mangia amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io
offri vino, offri pane
rendi il cuore a te stesso allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita
che hai ignorato per un altro e chi ti sa già a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore
le fotografie,
le note disperate
sbuccia via dallo specchio la tua immagine
siediti è festa:
la tua vita è in tavola.
(DereK Walcott)














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lunedì, 22 novembre 2004,22:08

A Lisbona c'è un rettore di università vecchio vecchio, che ti guarda, anzi non ti guarda, da dietro le rughe e gli occhiali spessi che ti chiedi se veda qualcosa, ricorda vagamente una tartaruga e in ogni caso sembra  uscito da un romanzo. Un rettore di università che interrompe la relazione di una giovane dottoranda portoghese (dolce esperanza  che parla davanti a professori di mezza Europa) perché nella sala non c'è la traduzione, e ci trasborda tutti altrove. Noi pazientemente aspettiamo il riaggancio del PC, il superamento dei problemi tecnici e la ripetizione della prima parte della relazione (che non sia mai che ne perdiamo una parte). A Lisbona quando giri in metropolitana senti odore di salsicce arrostite e ti viene fame ma non capisci dove diavolo si mangia. Poi dopo due giorni scopri che ogni tanto nessuno controlla gli accessi alla Metro e così vai in giro a sbafo.  A Lisbona cammini cammini per viuzze in salita e poi scopri che si arrivava lo stesso con meno fiatone, seguendo altrove la strada. A Lisbona quando ci arrivi dall'aereo per pochi secondi vedi il Tago con il ponte immenso e leggero e .. è bello. Poi a Lisbona fa più caldo che in Svizzera considerevolmente, se calcoli che a pranzo di questa stagione puoi ancora mangiucchiare in un ristorantino aperto sulla strada. Da noi 4 gradi. A Lisbona la giovane studente si arrabbia e afferma "qu'est-ce que vous croiez.. je suis bien capable de parler en français, mais je prefere faire mon intervention en portougais" Sorridiamo che nessuno se n'era fatto un problema. A Lisbona c'è Bertrand livreiros, in centro, che sembra disegnata per lo hobbit: ti ci puoi infilare come in una tana. A Lisbona ho imparato a dire bon dias e sono già contenta: ci tornerò  per imparare a dire anche buona sera. Che anche il portoghese come il genovese sia parlato a bocca quasi chiusa io lo so perché: sul mare è meglio essere parchi di parole. A Lisbona ci sono camerieri coi baffi che sembrano belgi e bambini che vanno all'asilo col grembiulino a righe bianche e blu. Poi a Lisbona comandi due volte spada e ti portano baccalà: ok, si vede che ne avevo bisogno. A Lisbona la notte i ragazzi e le ragazze invadono la metropolitana e cantano e gridano e so che quel mondo per me è lontano. A Lisbona non ho avuto tempo per sedermi su uno scalino e aspettare con calma che il mondo camminasse intorno. Dunque ci devo tornare.

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domenica, 21 novembre 2004,14:29


























tornata... quasi :-)


























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martedì, 16 novembre 2004,21:49












Io domani vado qui, a Lisboa. Lo so, lo so che siete invidiosi... vi capisco benissimo... Poi vi racconto. Quando torno? Mah... on verra. Besos
(sappiate che come al solito non ho ancora preparato la valigia e avrei ancora del lavoro da terminare...)













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sabato, 13 novembre 2004,19:16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Conte du samedi soir

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mercoledì, 10 novembre 2004,20:29

Mi hanno derubato del tempo, di soppiatto, giorno per giorno, senza che me ne accorgessi...


Per Natale vorrei un cesto di lentezza, da spendere a poco a poco, che mi accompagni in ogni giornata.

 

 

 


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domenica, 07 novembre 2004,23:51

Il tè della fata Scordata
Quarta scena
Pollyanna ha gli occhi nocciola e i capelli castani diritti, non lunghissimi, e poi la frangetta. Ceree i capelli li ha neri, neri, corti (storti, che se li taglia da sola) e gli occhi grigio verdi. Sono tutte e due magrette e alte per la loro età. Che è esattamente 12 anni e 6 mesi per Ceree e 13 e un mese per Pollyanna.
Oggi Sina è uscita, che aveva delle commissioni da fare e Nevi le è andata dietro perchè non vuole che finisca come quella volta che è arrivata la Capraforesta (di lei non vi ho mai parlato, ma è meglio, che fa impressione e forse solo Ondorco, se si decide prima o poi ad arrivare, la sistema).
Dunque le due ragazzine sono da sole in casa. Non solissime: Ronzio ronza comodamente appoggiato alla schiena di Abù. Abù invece dormicchia sul divano, intanto che nessuno lo nota.
E cosa fanno due ragazzine sole in casa, di cui una è molto, direi troppo,  conciliante ed una è  ... come dire... irritabile?
Infilano perle di vetro colorate in fili da pesca e le appendono alle finestre...
Si fanno l'uovo sbattuto con lo zucchero finché non diventa chiarissimo e poi lo mischiano giusto con un po' di caffé ed un pochino di latte...
Vanno a curiosare in soffitta, ma intanto non hanno ancora trovato la chiave del baule di Iorandui.
E sì, perché è proprio a casa di Sina che Iorandui ha lasciato il baule delle sue cose, per non perderle mentre lui è in giro per il mondo.
Comunque non è in questa scena che troveremo la chiave, abbiate pazienza. Già sono gentile (
SIAMO GENTILI, precisa la signora Oca). Va bene, siamo gentili, a permettervi di origliare intanto che Pollyanna e Ceree se ne stanno da sole a giocare.
Come? Direte, non litigano?
Certamente non litigano, almeno, non quando sono da sole... hanno troppe cose da scoprire, da fare e soprattutto cose da raccontarsi.
"Io non ho capito una cosa" annuncia Cereee infilando le perle di vetro.
"Se dobbiamo aspettare la fata scordata, posso sapere quanto ci mette ad arrivare? Che poi non l'ho mai vista e magari è una di quelle parenti beghine che sono tutte una lagna e una predica con la vocetta finta. Grr.. se solo osa dirmi "cara bambina" con la sua vocetta io la stritolo!"
"Magari vuole  che io reciti la poesia di auguri! Che nnoia, odio recitare le poesie!!"
riprende Pollyanna (questo è un omaggio ai puffi, se mai non lo aveste capito).
"Polly! Ma se vai avanti così non sei  tanto tranquilla... accidenti, non si può più contare su di te, che una volta eri così gentile e accondiscendente."
"Gentile sono gentile... ma mi sembra che qui si confonda la gentilezza con il farmi fare la Cenerentola di casa! (Come la capisco...
annuisce la signora Oca)
"A dire il vero sono io la nipote diretta di Cenerentola, e lo si capisce benissimo dal mio nome!
"Si, forse lo si può intuire dal nome, cara Ceree. Ma solo da quello, che tu rispetto a Cenerentola hai ancora da farne di strada!
"Strada?? Ma che ti credi? Mica voglio fare come la nonna, che per fare pulizie ha solo cambiato casa... forse la seconda un pochino più elegante, certo: ma sempre di pulizie si trattava!"
(Che però il principe azzurro le aveva perfino regalato una lucidatrice... pensa... mi sussurra in un orecchio la signora Oca)
"Però Polly, lo devi ammettere, una volta eri un pochino più gentile... se ti metti a fare la scorbutica, io poi cosa faccio, che di solito la scorbutica tocca a me?
"Ma no, ma no, Ceree stai tranquilla, vedrai, appena tornano Sina e Nevi ricomincio ad essere buona buona, come avevamo deciso."
(Avevamo deciso? avevamo deciso cosa? cosa è sta novità?
Signora Oca, faccia il piacere! Ma non era lei che diceva che sa tutto perché ha informazioni di prima mano?? Cosa fa, si fa sorprendere anche lei dai suoi personaggi?
Sorprendere? Ma neanche un po'! Dev'essere che era la volta che mi sono appisolata brevissimamente...)
Tzé... brevissimamente... lasciamo perdere vah. scusatela... vediamo se riusciamo a capirci qualcosa... (Silenzio per favore, che se no non riesco a capire cosa si erano ripromesse di fare le due ragazzine)
"Eppure a me piacerebbe ogni tanto poter scambiare le parti" ammise Ceree.
"Invece mi tocca vedere dietro ogni cosa, accorgermi che ogni luce ha le sue ombre, che ogni cosa brillante nasconde delle macchie,  che più si cerca di nascondere più sembra che emergano"
E io? Io noncredi che sia stanca di vedere il lato buono ovunque? Che anche nelle situazioni peggiori mi tocca intravedere una lucina chedice che si può apprezzare anche quello? E se proprio va male posso dirmi: ecco, così imparo delle cose e prima o poi sarò premiata..!
Abù si mise a gracchiare...(forse si dice gracidare?) Ronzio cominciò a girare in tondo... vorticosamente.
"No, no, non preoccupatevi voi due... state tranquilli. Per intanto ognuno di noi si conserva le sue parti... Almeno fin quando non capiremo..."

"Capire cosa?" intervenì Nevi che era appena rientrata.
"Niente, niente di speciale, non preoccuparti, dicevo solo a Ceree che da grande vogio sposarmi e diventare una brava donna di casa.
Di casa? Ma sei sicura? Sei sicura Polly di voler sposare una casa?* soggiunse con un sorrisino divertito Sina, appoggiando una borsa stracolma.

(*questa battuta la devo a Pat Carra)



































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giovedì, 04 novembre 2004,00:50

Il tè della fata Scordata
Quasi quarta scena
"a volte siamo qui ma non ci siamo. osserviamo lo scorrere e l'agitarsi.
Abbiamo bisogno di fare un piccolo passo indietro... ma siamo sia presbiti che miopi, dunque non funziona.
Poi incontriamo sentire che vibrano e continuiamo a chiederci in quale deriva il mare ci ha portato.
Beviamo un bicchiere d'acqua e solleviamo leggermente le spalle.
Vabbé, andiamo a dormire, che magari domani si capisce meglio."
"Cosa significa ..Sina?" chiese Ceree.
"Non lo so, naturalmente, cara. On verra"









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lunedì, 01 novembre 2004,20:53

Il tè della fata Scordata
Terza scena
"Bé, visto che la storia finisce bene, potete immaginare che nel mezzo accadrà qualcosa di sgradevole. Penso allora che per ingannare l'attesa dovremmo fare un bel cesto di frittelle di mele. Tenuto conto che piove, anche Abù (la rana di Ceree) potrebbe contribuire cercando mele senza vermetto!" (Nevi)
(- Se mai glielo tolgo - pensò fra sé Abù)
"Oh, mi fai venire in mente di quella volta che Cereee era andata a fare tirocinio a casa di Leptop" sogghignò ...Sina (se non vi ricordate chi è Leptop pazienza, ora non ho tempo)
"Già, quella volta che avevate pensato di mandarmi a lavorare che così magari mi raddrizzavo" ridacchiò Cereee. "Cioè? Dai racconta ...Sina, che questa non l'ho ancora sentita... "
"Bé, allora cara Nevi, devi sapere che un paio di anni fa avevo pensato di farle passare l'estate da Leptop, che non solo è saggio e magari me l'avrebbe istruita un pochino, ma poi da lui Ceree avrebbe anche imparato a fare un po' di lavoro di campagna, che nella vita serve sempre. Che so, strappare erbacce, piantare patate, raccogliere la frutta... Poi sicuramente l'aria di campagna le avrebbe fatto bene."
"
Fatto bene? Per fortuna non mi avevi consultato, che certamente te l'avrei impedito!!! Far venire magari le guance rosse come mele alla mia piccolina... Uuuhn, se ci penso!"
"Ma, no, Nevi, non ti preoccupare, che le guance rosse non mi vengono, anche se sto all'aria aperta... Mi esercito ogni giorno con scetticismo e sbadataggine, proprio come piace a te...!" la rassicurò Ceree.
"Sarà..., comunque come è finito il tuo tirocinio in campagna?"
"È finito ancora prima di cominciare" continuò .. sina. "Vedi, Leptop aveva deciso che come primo compito Ceree avrebbe dovuto andare nel magazzino a separare le mele buone da quelle cattive.."
"Bé, un compito facile, mi pare... ci sei riuscita cara?"
"Oh, io ci sono riuscita benissimo, solo che a Leptop non è piaciuto il mio modo di separare le mele, accidenti!
"E cioè?"
"Cioè, cioè che la tua cara nipotina le separava certamente ben bene le mele, tutte con un bel morsettino. Dava giusto un piccolo assaggio e poi decideva: buona/nobuona. Di nuovo morsettino e poi: buona/nobuona. Così per tutto il pomeriggio. Le buone da una parte, le cattive dall'altra...
"E certo che così ogni mela era sicuramente assaggiata e messa dalla parte giusta, mi pare!!"
"Bé, alla fine Leptop mi ha detto che Ceree è come dire... troppo precisa per il lavoro di campagna, troppo. Che era meglio se tornava a sfaccendare qui..."

"Ho preparato la pastella per le frittelle di mele!" annunciò Pollyanna!
"E io ho tolto tutti i vermetti, uno ad uno"
proclamò soddisfattissima Abù.
Bene, allora tu Nevi fai le mele a rondelle che poi le friggiamo
(ci è andata bene, la signora Oca si è addormentata..)
(Non mi sono addormentata!!! È che sono a dieta e le frittelle di mele non le posso mangiare, se no mi trasformano in paté)




















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