sabato, 29 gennaio 2005,23:48


Sorpresa è  sguardo che ti attraversa.
È sospensione del respiro, saetta del tempo. 
Immersi in fiorisorrisi è sentirsi partecipi  del dono.
Cambiamento di prospettiva, nuova responsabilità.
È cura del giorno e della notte. 
Ed un inchino e un grillo.
È domanda sospesa nella risposta.
E  tenerezza  a piene mani.
Sonno nella melodia del racconto.
Poesia che ti radica.
È abbraccio e altro non dire.

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lunedì, 24 gennaio 2005,22:04

 Il 27 gennaio è il giorno della memoria
A dire il vero non ho parole per commemorare la Shoah. Ci ho provato ma non sono capace.

Poche righe sfiorano quanto non mi è possibile contenere.

 

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domenica, 23 gennaio 2005,20:39

è che oggi mi piacerebbe mettere una musica. ma non la trovo. allora resta solo una pagina in attesa.
dovrebbe essere una musica che si addolcisce per farsi ascoltare discreta. una musica che parli del contrasto sciogliendolo. una musica che abbia calore e sprizzi di risa. una musica insomma che accompagni lo sguardo che si rispecchia e si interroga.


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martedì, 18 gennaio 2005,22:36

Io non lo so come fa, e nemmeno se posso fidarmi che torni ogni volta.
Che quando sei lì, e il vociferare delle voci interne è assordante. Quando ti senti attrice, attore di infiniti personaggi e non uno di loro  che dica qualcosa di cui fidarsi. Quando anche solo pensare di resistere un minuto solo, solo un minuto in quella dispersione è come avere una pietra che pesa sul respiro e che preme sul cuore. Quando ti sembra che l'esistenza sia un obbligo cui rinunceresti volentieri e ti chiedi chi continua a pretendere che circoli ancora. A fare che, con la mente vuota e solo intolleranza e dolore.
Arriva. O meglio forse era arrivata senza che te ne accorgessi, e da un momento all'altro il respiro si espande.
Una piccola sarta dell'anima, che ha rimesso tutti i brandelli al giusto posto. Che ha rivoltato gli strappi, che ha ripreso la cucitura centrale e ora tiene di nuovo.
È senza nome e ho paura di chiamarla, che se la chiamo magari la prossima volta che ne ho bisogno non torna.
Del resto ogni volta mi dimentico di lei. Forse perché occorre che senta tutti i brandelli prima che lei possa intervenire. 
Stavolta è arrivata con passi leggeri poco prima della neve.  Silenziosa, non ha lasciato impronte a conclusione del suo compito.
Solo una rinnovata dolcezza, da sostenere piano

.

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sabato, 15 gennaio 2005,17:50

Ci sono degli spazi e dei tempi di indefinitezza che occorre percorrere regolarmente.
Ed è forse ora di smettere di lamentarsi perché ci accadono.
Che forse la questione è tutta qui: ne abbiamo paura e così si espandono.
Ma non l'ha detto nessuno che dobbiamo essere coraggiosi.
In nome di chi, di che cosa?
Solo:
La realtà è qualcosa che ci portiamo sulle spalle insieme con tutta la sofferenza che l'accompagna, e con tutte le difficoltà. E poiché la portiamo così, sulle spalle, la nostra capacità di recupero si fa più forte. Ma l'idea della sofferenza (che non è la realtà, perché la sofferenza è sempre fruttuosa e può cambiare la vita in una cosa preziosa) deve essere distrutta. E se distruggiamo le idee dietro le quali la vita giace imprigionata come dietro le sbarre, allora liberiamo la vera vita, i suoi reali principi propulsori; e quindi avremo la forza di sopportare la vera sofferenza, la nostra e quella del mondo. (Etti Hillesum)

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martedì, 11 gennaio 2005,19:52

Oggi è nato Pietro, da una coppia di amici cari. Così ne approfitto per parlarvi del progetto "Una barca nel bosco" per l'adozione di bambini a distanza. Perché noi tutti abbiamo cuori grandi a sufficienza per essere genitori,  persone che generano possibilità... E aggiungo qualche informazione: servono 40, 50 persone/bloggers, per rinnovare l'adozione a distanza di 5 bambini, alcuni c'erano l'anno scorso, altri si possono/devono aggiungere... L'anno scorso hanno aderito 32 blogger (e non) per un totale di 45 quote. L'importo preciso di ogni quota era di 6, 24 euro... Insomma... si può fare vero?
Ancora vi lascio questa musica da ascoltare: cliccate
qui  Si tratta del duo 'Vent Negru' in "Memoria da tì e da iér"

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domenica, 09 gennaio 2005,21:20

Divagazioni
Ero a Gozo, piccola isola vicino a Malta. (The teacher was very nice and very, very patient with this distracted student ).
Nel frattempo silenzio e solitudine, che sono cose che amo davvero molto. Tempo per decantare.
Chissà perchè mi scordo sempre che l'unico modo per avere più tempo è prenderselo.
Non lontano l'eco delle notizie. Bologna.
Siccome non si può pensare a tutto. Siccome il nostro cuore non può contenere il dolore di tutti, penso a una persona in particolare.
Alla moglie di quel macchinista che guidava il treno passeggeri. Oggi mi è capitato di sentire la sua voce per radio, che cercava di dire che no, il marito non beveva, né fumava, né ... né..
Sarebbe troppo comodo (e facile) orientare la rabbia di chi ha perso i propri cari verso un cosiddetto colpevole.
Penso a questa donna e dentro di me le dico: sì. È stata un'orribile disgrazia, non aggiungiamo colpe al dolore.
E ognuno prenda in mano il suo pezzettino di responsabilità.
Angela T. una contadina ticinese tempo fa mi (ci) disse: ogni volta che fai la spesa, che compri una cosa piuttosto che un'altra: stai votando.
Che ogni nostro gesto è anche un atto politico non è una novità.
Ma come è facile farsi prendere dagli ingranaggi che portano verso direzioni assillanti.
Ecco, Gozo è stato il giusto stacco.
Per ricordarmi  che "Je veux être comme l'oiseaux, pas comme la plume".
Poi tornare, trovare i saluti delle persone amiche in questo spazio di incontro. È un bellissimo  regalo...
Come per tutti, ogni tanto vengo colta dal desiderio di stoppare questo luogo. Con le notizie recenti poi... cosa dire. Si vorrebbe solo tacere.
Ma pensandoci, mi rendo conto... è anche questo uno spazio politico.
Da vivere, sentire, come altre parti della nostra vita.
Senza prendersi troppo sul serio. Assumendo i propri gesti.
Kiss.

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domenica, 02 gennaio 2005,00:02









 

parto ancora...









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