La vita ci viene incontro disordinatamente.
L'esperienza accade nello scarto
tra come il mondo dovrebbe essere
e come il mondo in effetti si presenta.
La vita ci viene incontro disordinatamente.
L'esperienza accade nello scarto
tra come il mondo dovrebbe essere
e come il mondo in effetti si presenta.
Desidero, desideriamo pace. Ci abbarbichiamo nelle nostre piccole quotidianità, nella nostra incompiutezza, nel limite dei nostri sogni. Ma desideriamo spazi di rispetto per tutti. Ci muoviamo in cortei e manifestazioni. oppure chiusi in casa rivolgiamo sentimenti verso chi in questo momento la pensa come noi. Prepariamo accoglienza. Vigiliamo. Aspettiamo di capire il modo. Il nostro modo di intervenire con un piccolo frammento a ricomporre oltre la prevaricazione. Ogni giorno. Oggi pensando anche, ma non solo, a Giuliana. Una come noi...

Accadono delle cose... lo sentite? Come il rumore leggero di una foglia che si muove nel vento. Come il becchettio di un passero. Come lo sciaquio delle onde al crepuscolo.
Qualcosa di fine e sottile che ancora non comprendiamo...
Ritratto di donna
(di Wislawa Szymborska)
Deve essere a scelta
cambiare, purché niente cambi
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, come l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un'ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio, lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre? Non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è interstardita.
Nel bene, e nel male, e per l'amor del cielo!
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Rise spunta dietro le spalle dell'orso. Che la protegge ben bene.
Ha gli occhi grandi, e se ne sta rannicchiata.
Come mai, come mai, come mai? Interroga senza nemmeno le parole.
L'orso le dà uno sbuffo leggero. La rotola sul prato. Scuote la testa.
Rimane.
Allora Rise si cheta. Per un poco.
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Impronte d'orso sulla neve: ci fanno intravedere la fine dell'inverno, del letargo.
Giochi di scontri, calori arruffati. Aria fresca.