sabato, 31 dicembre 2005,20:04

L'anno che verrà

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.

 

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,

 

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando

 

E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

 

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,

 

Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

 

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

 

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io
.

 

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

 

vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare

 

e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

 

sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

 

vedi, vedi, vedi.

 

author: melusinach
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martedì, 27 dicembre 2005,10:12

Nevica, nevica, nevica.
Fiocchi farfalla piovono urgenti.
In ogni angolo introfulati addormentano.
Le cose, i fiori, i gatti del cortile.
Nevica, nevica, nevica.
Riordino fogli sparsi, ripercorro giornate e incontri.
Metto tutto a dormire, con carezze già un po' distanti.
Nevica, nevica, nevica.
Forse non uscirò, o forse sì.
Appena asciugati i capelli, appena trovato un ombrello.
Appena sarò sciolta dall'oggi, dai tanti ieri, dai domani.
Nevica, nevica, nevica.
Radici rilassate si allungano.
Oh, finalmente riposo.


author: melusinach
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domenica, 25 dicembre 2005,20:47

Bene. Ho ripreso il colore degli inizi, che mi sono accorta che su sfondo nero mi piace di più scrivere. Sto imparando un pochino a mettere immagini sul template. Insomma.
Stamane mi chiedevo: quando senti che è arrivato arrivato Natale?
Io lo sento la mattina appena sveglia.
Come se tutti i Natali della mia vita venissero a trovarmi. E dicessero: ecco, vedi? Siamo di nuovo qui.
Come stai? Chi sei?
Ora, non so bene. Comunque, ieri sera è venuta a trovarmi AMETISTA. Eccola
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Non aveva nessuna intenzione di finire in un libro. Né in una storia. Però ci finì.
Ametista con gli occhi socchiusi. Ametista ad occhi spalancati.
Non voleva genere, non voleva racconto. Voleva solosolosolo la verità cruda.
Ma anche la verità cruda è genere e racconto. Le disse Iorandui.
Ma anche la verità cruda, non è mai spoglia di interpretazione. Sogghignò l’orso.
La verità non è né cruda né cotta. Precisò Sfirziola.
Si fece passare davanti tutti i personaggi. Quelli interpretati, quelli da interpretare, volendo.
La solitudine rende la bimba spaventata. Ma uno dei libri amati suggerisce: nella solitudine si generano solo i nostri mostri.
Ametista socchiude gli occhi, dice alla bimba di non preoccuparsi. Il mostro che dice che nulla vale, può essere lasciato andare.
La solitudine genera la donnasempiternasofferented’amore. Poi un’amica cara dice che non sono gli altri ad affogarti, ma lo fai tu con le tue mani. Ametista evita da allora di lasciarsi affondare.
La solitudine genera la signora compiacente ed educata. Amestista ora parte senza nemmeno litigare. Che non è necessario, per farsi valere.
Ametista ha trovato un piccolo giardino circolare. Ci torna ogni volta che ne sente il bisogno.


author: melusinach
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sabato, 24 dicembre 2005,19:33

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