lunedì, 27 febbraio 2006,10:47

Nei prossimi giorni sarò di nuovo in giro: Berna e Bienne. :-)


author: melusinach
category:
comments: commenti (15)(popup) | commenti (15)
martedì, 21 febbraio 2006,22:49

penso alla vita guardando la tv che è il mio modo di pensare ad altro facendo finta di guardare cosa accade in un telefilm. E penso a come non ne possiamo prevedere e narrare nemmeno una briciola. Che in questi giorni mi trovo come qualcuno cui hanno cambiato, solo impercettibilmente, ma in modo definitivo, il paesaggio. Di nuovo altra terra da scoprire. Di nuovo risate e spavento che mi attendono. E ansia. E tranquillità. E impressione di aver capito tutto. No, non è vero, come al solito non avrò capito nulla. E musica emozione, emozione regalo, che ancora mi fa stupire della bellezza degli incontri.  

E intanto fuori piove e scioglie la neve che da troppo copre il mio giardino. E intanto dentro la casa è silenziosa.
Serenità in agguato. Ti prende sempre alla sprovvista, quasi più del dolore.

author: melusinach
category:
comments: commenti (36)(popup) | commenti (36)
sabato, 18 febbraio 2006,16:17
author: melusinach
category:
comments: commenti (14)(popup) | commenti (14)
giovedì, 16 febbraio 2006,23:17

chiudete gli occhi un momento

e pensate, anzi riandate

a quella volta che da piccole, da piccoli

ve ne siete stati contro il muro, appoggiati giusto con la spalla

e avete osservato il mondo, cogliendolo

per un istante

con disincantamento.

L'avete visto con quella saggezza che raramente vi attraversa

intanto che avete sentito in tutta la sua intensità

la vostra intera solitudine

e pensate al sorriso che vi ha attraversato l'anima

ricordandovi di voi

che già c'eravate

presenti a voi stessi.

author: melusinach
category:
comments: commenti (18)(popup) | commenti (18)
domenica, 12 febbraio 2006,11:11

Appunti di viaggio
Ero a Ginevra, per un aggiornamento in scienze dell'educazione.
Yves Lenoir e altri studiosi constatano che la scuola, ovunque, si occupa molto raramente del sapere (qualunque esso sia) ma di tutta una serie di problematiche sociali di cui anche la scuola è portatrice, col rischio (senza nulla togliere alle funzione socializzatrice della scuola stessa)  di pensare (lei e i suoi operatori) di dover fare psicoterapia alla società. E rileva: nelle statistiche PISA (chi lavora nella scuola sa di cosa sto parlando) il Canada si situa al miglior posto per l'insegnamento delle materie scientifiche. Tanto che vi si sono installati diversi centri di ricerca per capire "come funziona".
Solo che in Canada le scienze vengono insegnate pochissimo.  

Alla Globus di Ginevra c'è un take-way che propone cibi di tutto il mondo. Buonissimo. Lì ho preso la cena per me e Licia (che ancora oggi mi ospita calorosamente) e dei pasticcini deliziosi che non vi descrivo nemmeno se no vi prende un attacco di invidia.

Ci sono delle ricercatrici che si chinano con strategie dettagliatissime sugli ostacoli cognitivi che ragazzini e ragazzine delle elementari incontrano per comprendere il rapporto tra frase principale e subordinata (relativa) e su come le insegnanti e gli insegnanti reagiscono a questi ostacoli.  Mah...

Ogni convegno, in cui naturalmente le persone invitate fanno parte più o meno della stessa tribù, si conclude con elogi da parte del moderatore per "la diversità di prospettive e la disponibilità ad incontrare l'altrui pensiero". Siccome alcuni di questi conferenzieri li conosco da qualche annetto, e non vedo mutarsi il loro pensiero, mi domando: sono io che non colgo le sfumature?

Alla libreria Pacific mi sono comprata un po' di libri (saggi, solo saggi, non entusiasmatevi). Titoli: Crise, rupture e depassement (René Kaes et A.A), L'entretien compréhensif (J. K. Kaufmann), La philosophie ( "Que sais-je" di André Compte-Sponville); Être resilient: et après? (Boris Cyrulnik), Pedagogues et pedagogies en formation d'adultes (P. Maubant). Infine un bigino simpaticissimo intitolato : Histoire universelle de la pensée in cui si citano tutti i pensatori principali della storia della filosofia (in modo ironico) y compris Toni Negri e qualche autore francese da noi sconosciuto. En plus Licia mi ha regalato Eloge de l'alterité (Autori vari delle Università Romande).  

Sul treno Ginevra - Zurigo, i vagoni sono decorati con scritti di pensatori. Sul mio c'era: Nous ne voulons plus être tristes. C'est trop facile. (Blaise Cendras)

Mio padre mi ha spiegato come mai ultimamente non ci vedevo un tubo, la sera, in auto: bastava lavare la macchina, che i fari erano impaltati di sale e neve. In effetti c'è stato un notevole miglioramento.

author: melusinach
category:
comments: commenti (36)(popup) | commenti (36)
lunedì, 06 febbraio 2006,19:26

E se non puoi la vita che desideri 

Cerca almeno questo,  per quanto sta in te

Non sciuparla

Nel troppo commercio con la gente

Con troppe parole in un via vai frenetico 

Non sciuparla portandola in giro

In balia del quotidiano gioco

Balordo degli incontri 

E degli inviti

Fino a farne una stucchevole estranea

(Kavafis) 

author: melusinach
category:
comments: commenti (35)(popup) | commenti (35)
mercoledì, 01 febbraio 2006,21:02

Di nuovo in viaggio per alcuni giorni. Pur temendo la fatica, pregusto l'allontanamento che mi riporta al'interno.
Che l'allontanarsi dalle proprie abitudini, dai piccoli rituali, dalle cristallizazioni di gesti, pensieri e posture, permette di riemergere a sé stessi.
Ci si guarda da una certa distanza. Ci si dimentica anche un po'. Si immergono gli occhi nei paesaggi non abituali.
Ci si ripromette che "quando rientro allora" .
I viaggi per me sono il luogo della decantazione. Non segnano la mancanza di radici, che mi appartiene. Segnano la mia radicazione nello spostamento, nell'incontro di luoghi che mi sono familiari o estranei per elementi che non saprei precisare.
Odori, sguardi delle persone, ombre che lasciano i monti.
La presenza o meno di bacini d'acqua, il loro colore.
Il respiro delle cose.
Poi il viaggio è il luogo dell'incontro del pensiero dell'altro.
Che noi esistiamo nel pensiero di coloro che amiamo, che ci amano.
E viaggiando i pensieri li trasportano con noi, mostrano, additano, raccontano, commentano.
Così nella nostra mente piccole folle ci accompagnano, condividono.
Raggiungendo vicinanze insospettabili.

author: melusinach
category:
comments: commenti (16)(popup) | commenti (16)