Ho aperto questo blog verso fine giugno 2003 e, a parte i passaggi dell'amica Pangea (a quel tempo senza blog), le mie prime visitatrici sono state Kaos e Redwitch . Entrambe bravissime coi template, avevano un delizioso blog a gattini (ormai chiuso, ahimé) e raccontavano storie buffe di vita quotidiana. Contemporaneamente passava a trovarmi Marcello. Poi è arrivata Mamasita (sparita), poi Il Viandante, poi Paolo Galloni. (il racconto del signor Dite è il primo che ho letto). Da Paolo ho incontrato Fatos, Bad, e Justannie...
Il primo raccontino che ho scritto era del 2 agosto 2003:
Melusina ha perso un po' di esercizio. Una volta se ne andava sola (senza sentirsi sola) nella foresta e pian piano nascevano molteplici storie del mondo.
Poi... si è distratta, invece di inventare storie ha letto di narrazioni.
Ma occorre ricominciare a raccontare una storia per ogni oggetto che ci circonda.
Per esempio, la storia di quel quaderno cui ho tolto le pagine l'altro ieri. È un quaderno verdino, con su i gigli di Firenze (tipo Pigna, diciamo). Intanto se ne sta seduto vicino al mouse, un po' di traverso. C'è una penna (di mio figlio... lascia sempre tutto in giro) appoggiata sopra. E un foglio bianco anche lui di traverso (ma non c'è niente di diritto su questa scrivania?). Chissà come è arrivato lì. Ma non divaghiamo, torniamo alla storia del quaderno verdino. Gli ho tolto i fogli perchè raccoglievano scritti che andavano catalogati da un'altra parte. Dunque SSSTRRAAPPATI. Ma il quaderno, seppure senza anestesia non ha sentito niente. E si tiene, dall'altro lato (verso le pagine finali, per intenderci) un mazzetto di fogli (a quadretti, 5mm, che così si scrive meglio) quasi liberi... Sono... vediamo: otto fogli in semilibertà: il loro destino è ancora incerto: collegati al quaderno ancora per poco... potranno andarsene per usura, pian piano.. O tutto d'un colpo, per un impulso, per seguire un progetto istantaneo (o dell'istante? Non so).
Si consultano a bassa voce (credono che io non li possa sentire). Il foglio Cinque se ne sta silenzioso... cosa fa, con in quadretti socchiusi? Sogna... di essere un cappello da pittore (imbianchino, quello delle pareti, non il PITTORE-ARTISTA che di solito mette cappellini di ben altra natura) Dunque un cappellino da pittore per proteggersi dalle gocce di vernice, che cadono quando si dipingono le pareti ( e soprattutto i soffitti, provare per credere). Un pittore non qualsiasi quello sognato dal foglio Cinque: un pittore che sa fare le decorazioni alle pareti. Sapete, quelle specie di greche che decoravano una volta le stanze. Che ogni libricino o rivista di FAI da TE indica come attività facile, pur richiedendo pazienza e precisione. Ma se richiede pazienza e precisione... è davvero Facile? E allora cosa è Difficile? Mmmm meglio non fare domande, foglio Cinque, potresti fare brutta figura. In ogni caso, proprio oggi foglio Cinque si vede picchiettato di macchioline verdi: cadono da una moltitudine di foglie delicate sul soffitto... Le guarda estasiato e... di colpo arriva la bimba con le trecce... ruba il cappellino al pittore (lui se ne farà un altro con il foglio Quattro) e se lo mette in testa. Ed eccoli lì: la bimba con trecce e foglio-cappellino verdino che se ne vanno a spasso... finchè Vento non li separi...................


