mercoledì, 05 aprile 2006,23:28

Al pronto soccorso.
Dietro la tenda celeste,che separa i diversi lettini. Un uomo, parla col medico.
Io non posso andare a lavorare con questo ginocchio.
Si, ma lei , l'infortunio l'ha chiuso.
No, non sono stato io, è stato il suo collega.
Ma il suo infortunio è chiuso da un mese, come mai viene qui: questo è un pronto soccorso, dovrebbe andare dal suo medico curante.
Il mio medico curante mi ha mandato qui, ha detto che l'infortunio l'avete chiuso voi e dunque dovete guardare voi.
Io non posso riaprirle l'infortunio, questo non è caso di infortunio. Dovrebbe fare degli esami, andare dall'ortopedico e fare degli esami, l'ecografia, la TAC o altro, ma non posso io prescriverli, non sono uno specialista, un ortopedico.
Si, ma io non posso andare a lavorare, cosa faccio io sul cantiere con questo ginocchio, ho lavorato tre giorni poi non ho più potuto.
Se questo non è un infortunio l'assicurazione non copre, deve parlare con la sua ditta, chiarire.
Ma io cosa faccio, ecco, è solo perché sono frontaliero, e allora avete paura che io non sia coperto, che non abbia l'assicurazione.
No, mi spiace, anch'io sono frontaliero, anch'io sono italiano, solo lei deve andare da uno specialista. Non possiamo prendere tutti quelli che hanno un disturbo non urgente, se no.... Questo è un pronto soccorso, facciamo solo le urgenze.
Si, ma è qui che mi avete curato,
Si, quando lei era in infortunio, ma questo non è un infortunio. Dovrebbe andare da uno specialista, e farsi fare la ricetta per gli esami da fare. Così si può capire cosa ha il suo ginocchio.
Io con questo ginocchio non posso andare a lavorare.
Dovrebbe andare da un ortopedico, uno specialista, poi se vuole può venire qui a fare gli esami.
Ma gli esami non li potete prescrivere voi?
No, non siamo specialisti, noi siamo un pronto soccorso, interveniamo solo per urgenze.
Ma l'altro medico ha chiuso l'infortunio.
Di solito è il medico curante che chiude l'infortunio.
Si, ma il medico mi ha detto di venire qui, perché è qui che mi avete curato per primi.
Dovrebbe andare da uno specialista, così si vede se è un caso di infortunio o "malattia".
E ma io non so se la ditta copre, devo andare dalla segretaria.
Si sarebbe meglio.
Dunque non può farmi una tac, qualcosa per vedere?
No, noi non possiamo prescrivere questi esami, occorre che sia uno specialista, dovrebbe andare da uno specialista.
Va bene, domani vado dalla segretaria e vedo cosa mi dice.


author: melusinach
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Commenti
#1   06 Aprile 2006 - 10:22
 
Secondo me, dietro la tendina, facevano un girotondo ripetendo una filastrocca consona alla situazione.
:-)
Tu non li vedevi, ma loro aspettavano un tuo "e basta!" oppure "anch'io!"
Ciao, cara
T
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#2   06 Aprile 2006 - 10:52
 
Mellì, da Col ho appena commentato con una frase di Alessandro Manzoni, da te ci vuole qualcosa di Carlo Manzoni :-)

IL SIGNOR VENERANDA

Il signor Veneranda si fermò davanti al portone di una casa, guardò le
finestre buie e spente e fischiò più volte come volesse chiamare qualcuno.
A una finestra del terzo piano si affacciò un signore.
- È senza chiave? - chiese il signore gridando per farsi sentire.
- Si, sono senza chiave - gridò il signor Veneranda.
- E il portone è chiuso? - gridò di nuovo il signore affacciato.
- Si è chiuso - rispose il signor Veneranda.
- Allora le butto la chiave.
- Per fare cosa? - chiese il signor Veneranda.
- Per aprire il portone - rispose il signore affacciato.
- Va bene, - gridò il signor Veneranda - se vuole che apra il portone, butti pure la chiave.
- Ma lei deve entrare?
- Io no. Cosa dovrei entrare per fare?
- Ma non abita qui lei? - chiese il signore affacciato, che cominciava a non capire.
- Io no - gridò il signor Veneranda.
- E allora perché vuole la chiave?
- Se lei vuole che apra il portone non posso mica aprirlo con la pipa, le pare?
- Io non voglio aprire il portone, - gridò il signore affacciato - io credevo che lei abitasse qui: ho sentito che fischiava.
- Perché, tutti quelli che abitano in questa casa fischiano? - chiese il signor Veneranda, sempre gridando.
- Se sono senza chiave si! - rispose il signore affacciato.
- Io sono senza chiave - gridò il signor Veneranda.
- Insomma si può sapere cosa avete da gridare? Qui non si può dormire - urlò un signore affacciandosi a una finestra del primo piano.
- Gridiamo perché quello sta al terzo piano e io sto in strada - disse il signor Veneranda - se parliamo piano non ci si capisce.
- Ma lei cosa vuole? - chiese il signore affacciato al primo piano.
- Lo domandi a quello del terzo piano cosa vuole, - disse il signor Veneranda - io non ho ancora capito: prima vuol buttarmi la chiave per aprire il portone, poi non vuole che io apra il portone, poi dice che se fischio debbo abitare in questa casa. Insomma io non ho ancora capito. Lei fischia?
- Io? Io no... perché dovrei fischiare? - chiese il signore affacciato al primo piano.
- Perché abita in questa casa - disse il signor Veneranda -; l'ha detto quello del terzo piano che quelli che abitano in questa casa fischiano! Be', ad ogni modo non mi interessa, se vuole può anche fischiare.
Il signor Veneranda salutò con un cenno del capo e si avviò per la strada, brontolando che quello doveva essere una specie di manicomio.
(Carlo Manzoni)

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#3   06 Aprile 2006 - 13:05
 
eh sì :-)
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#4   06 Aprile 2006 - 14:25
 
concorco, ci vuole veneranda...
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#5   06 Aprile 2006 - 15:12
 
come le tiritere de "Il fischio al naso "..
ma tu , tu come stai? :)
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#6   06 Aprile 2006 - 15:27
 
Non è che tra il cittadino e la burocrazia sia come un dialogo tra sordi, vero?
Francesco
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#7   06 Aprile 2006 - 20:05
 
concorco, pure io...
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#8   06 Aprile 2006 - 20:09
 
sto zompettante e lavorante acc... :-)
utente anonimo

#9   06 Aprile 2006 - 20:09
 
(mel, sloggata..)
utente anonimo

#10   07 Aprile 2006 - 10:45
 
L'inquietudine sul fatto di esser frontalieri o meno è inquietante quanto l'empasse del ginocchio.
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#11   07 Aprile 2006 - 10:49
 
Ma...aveva male davvero secondo te ?;)
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#12   07 Aprile 2006 - 11:03
 
bella domanda Mirella ;)
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#13   07 Aprile 2006 - 11:30
 
si, secondo ma aveva male. solo che non so perché ma evitava accuratamente di dare seguito al consiglio "vada da uno specialista". Questo mi ha posto un interrogativo: siccome abita in Italia, doveva andare da uno specialista italiano e non sapeva da chi andare, che comunque le logiche ospedaliere italiane non sono le stesse della svizzera? E forse il motivo era la non articolazione tra sistema sanitario italiano e svizzero, che per i frontalieri rischia di risolversi in una complicazione se non conosci le persone di riferimento che sappiano muoversi a livello burocratico.
Forse, ma non sono certa.
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#14   07 Aprile 2006 - 16:12
 
sembra un parlar fra sordi...
Ma tu come stai? ginocchio dolorante? attenta che non si gonfi...
un sorriso
veradafne
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#15   07 Aprile 2006 - 17:51
 
Io l'ho trovato alquanto "kafkiano", mi ha messo addosso un po' di angoscia...
Pensa te che per lavorare all'università devo rifare le visite: elettrocardiogramma, lastre, ecc. - con annessa seccatura e perdita dei tempo - e perdipiù io ho il terrore del prelievo del sangue. Ma è vero come mi dicono, che è un po' una cosa che accomuna molti uomini, questa paura dell'ago?
Marcello
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#16   07 Aprile 2006 - 21:50
 
Mel stai Meliorando? ;)(un po'scema la battuta, ma il pensiero c'è..)
ti abbraccio :)
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#17   07 Aprile 2006 - 23:27
 
:-) melioro, melioro ;-) a presto..
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#18   07 Aprile 2006 - 23:28
 
(anche le donne hanno paura dei prelievi di sangue, ma fingono meglio ;-)
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#19   10 Aprile 2006 - 11:32
 
Accade più o meno lo stesso anche in zone non frontaliere. Un po' come quando si andava alle poste e anche per pagare una bolletta che aveva già prestampati tutti i dati, non ci si capiva, a parlarsi da dietro quel doppio vetro aperto solo per quel tanto che permetteva il passaggio delle monete ( e già prendere il resto era un'impresa...)
Kafka e Pirandello ci hanno già detto come siamo, come siamo in qualche misura condannati ad essere, in questo mediatico deserto di incomunicabilità...
Ciao melusinach, bonne journée :)
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